Torellneset

TORELLNESET / Il regno del tricheco

 

Un promontorio a sud del ghiacciaio Vegafonna, così chiamato dal nome dev’esploratore polare, geologo svedese Otto Martin Torell, ospita una numerosa colonia di trichechi maschi. Al momento dello sbarco - effettuato con molta prudenza - per non disturbarli, stanno pigramente distesi al sole e solo alcuni, a fatica, riescono a raggiungere il mare. Sembrano ammassi informi color cannella, ammucchiati sulle lastre di ghiaccio galleggianti e sulle coste rocciose dell'Oceano Atlantico settentrionale. Alcuni pesano più di una tonnellata. Altri misurano oltre tre metri di lunghezza. Hanno lunghe zanne ricurve, baffi, cicatrici profonde e occhi iniettati di sangue. Sonnecchiano, ruttano, litigano fra loro ed emettono latrati, "qualcosa tra il muggito di una mucca e l'abbaio più profondo di un mastino", come annotava un esploratore nel XIX secolo, e il loro odore è piuttosto “intenso”. Un'altra caratteristica tipica della specie sono i baffi. Centinaia di peli rigidi, color paglia, spessi come aculei di riccio e sensibili come dita, coprono le labbra del tricheco. Grazie a queste vibrisse, i trichechi possono distinguere oggetti delle dimensioni di un'aspirina, anche se in realtà li utilizzano per individuare i molluschi sepolti nel fondale marino, che poi mangiano sfruttando la capacità di suzione della loro bocca, dotata di una

forza aspirante simile a quella di un aspirapolvere e tanto potente da strappare via la pelle a una foca. In acqua si trovano più a loro agio e nuotano con disinvoltura; inoltre sono molto curiosi. Il tricheco, quasi in via di estinzione per un pesante sfruttamento commerciale, ora è specie protetta e la popolazione è nuovamente aumentata.

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