Persepoli

Storia e materia antica si mescolano benissimo con l’immaginazione di vivere in un posto affascinante , che dal solo nome è un mito : il ricordo di pietra di venticinque secoli di storia. Il prestigioso Palazzo Reale fu costruito da Dario I alla fine del VI secolo a.C. ,

ampliato poi dal figlio Serse e da diversi sovrani successivi nell’arco di circa 150 anni. Costruita ai piedi del Monte Rahman (il Monte della Misericordia) , era il gioiello dell’impero degli Achemenidi e i visitatori rimanevano incantati davanti alla sua bellezza e alle sue dimensioni. La Porta delle Nazioni o Porta di Serse (parlare di Porta delle Nazioni a quell’epoca dimostra grande lungimiranza, come testimoniato anche dal Testamento di Dario), la Scalinata dell’Apadana, del Palazzo privato di Tachara e dell’Hadish rimangono scale e colonnati monumentali ornati da bassorilievi di grande rilevanza, così come nel Tripylon, la Sala delle Udienze di Serse. Il Palazzo delle Cento Colone un tempo era un edificio di notevolissime dimensioni , rifinito con colonne realizzate con tronchi di legno di cedro del Libano.

Ma cos’è successo a Persepolis ?

Dopo l’invasione della Persia, nel 330 a.C. Alesssandro Magno inviò il grosso dell’esercito a Persepolis attraverso la Via Reale e riuscì facilmente ad arrivare alla città prima che il famoso Tesoro di Dario fosse messo in salvo. Dopo diversi mesi, Alessandro consentì alle sue truppe di saccheggiarla. Non vi sono elementi certi per stabilire il motivo dell’incendio che distrusse Persepolis; alcuni storici parlano di vendetta per la combustione dell’Acropoli di Atene durante la seconda invasione persiana della Grecia , altri invece ritengono sia stato il frutto disastroso di un’orgia celebrata per le vittorie riportate. Lauti banchetti e copiose libagioni tolsero agli

Eteri il senso della ragione e fu allora che una delle donne presenti, Taide di origine ateniese, incitò Alessandro ed i suoi uomini a compiere la più grande delle sue imprese : la distruzione del Palazzo Reale. Con un corteo trionfale in onore di Dionisio, Alessandro eccitato dall’ubriachezza e dalle parole dei suoi uomini, avanzò assieme agli altri con una grande quantità di fiaccole; la prima fiaccola venne lanciata dall’etera Taide , quindi fu la volta del re e degli altri . Tutta la zona del Palazzo venne bruciata e l’incendio si estese a tutta la zona circostante; per il calore alcune pietre “scoppiarono” , si vedono ancora oggi delle profonde fessure nelle rocce. Sono rimasta a lungo ad ammirare i resti del sito, ripensando a tutta la storia che quelle pietre avrebbero potuto raccontare,

 

Persepoli

 

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